Allegro ma non troppo. Le leggi fondamentali della stupidità by Carlo Maria Cipolla

By Carlo Maria Cipolla

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Si è circondari da armi nemiche e d'attorno non si vedono che città e campi devastati». 2. Ebbe così inizio il Medioevo i cui primi secoli nella lingua inglese vengono chiamati i «secoli bui» (dark ages). Uno studioso fece notare, non molto tempo fa, che quei tempi «non erano così bui per i barbari». Poiché noi non siamo i «barbari» i primi secoli del Medioevo restano per noi un'epoca buia. Nel buio avvengono cose strane. Nel buio dell'alto Medioevo, la gente si divise tra coloro che combattevano, coloro che pregavano e coloro che lavoravano e che pertanto erano riguardati come servi.

La Seconda Legge Fondamentale è una legge di ferro, e non ammette eccezioni. Il Movimento di Liberazione della Donna apprezzerà la Seconda Legge, in quanto questa legge dimostra che gli individui stupidi sono proporzionalmente tanto numerosi fra gli uomini che fra le donne. Le popolazioni dei paesi del Terzo Mondo si consoleranno con la Seconda Legge, in quanto essa dimostra che dopotutto le popolazioni cosidette "sviluppate" non sono poi così sviluppate. Che la Seconda Legge Fondamentale piaccia o non piaccia comunque le sue implicazioni sono diabolicamente ineluttabili: essa comporta infatti che sia che si frequentino circoli eleganti o che ci si rifugi tra i tagliatori di teste della Polinesia, che ci si chiuda in un monastero o che si decida di trascorrere il resto della propria vita in compagnia di donne belle e lussuriose, il fatto permane elle si dovrà sempre affrontare la stessa percentuale di gente stupida – percentuale che (in accordo con la Prima Legge) supererà sempre le più nere previsioni.

Non c'era cosa che vi andasse per il verso giusto. Secondo Sidonio Apollinare a Ravenna «i muti crollano, le acque stagnano, le torri cedono, le navi si insabbiano, i ladri vegliano, le guardie dormono». Avvelenati dal piombo e quindi stitici, sterili ed affetti da «aristotanasia», i Romani non furono più in grado di contenere i barbari. Lo sconquasso che ne segui fu profondo e generale. Sul finire del IV secolo Ambrogio vescovo di Milano non vedeva d'attorno che «semirutarum urbium cadavera». Commodiano, inorridito, scriveva che «vastantur patriae, prosternitur civitas omnis».

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